Ci spostiamo a Shanghai, la terza tappa che più mi è piaciuta. Città divisa dal Fiume Giallo, da un lato la parte “antica” dall’altra quella moderna, piena di grattacieli e luci. Connubio fantastico! Siamo saliti, tra l’altro, sulla Perla d’Oriente o la Torre della Televisione, come preferite, alta 468 metri e noi siamo arrivati a quasi 300 metri da terra, col pavimento trasparente, quindi fantastico. Inoltre abbiamo assistito ad una celebrazione religiosa nel Tempio di Buddha di Giada bianca, meraviglioso con le due statue enormi completamente di giada e le varie stanze all’interno del tempio. Infine, il Giardino Yuyuan è stato meraviglioso, come, d’altronde quello ad Hong Kong. Entrambi danno un senso di pace, di cura, e di grandiosità, anche se si trovano in città pieni di grattacieli (basti pensare che Hong Kong ha più grattacieli di New York!). E’ tanto che non parlo dei controsensi della Cina.. Bene: a Shanghai abbiamo preso non solo un treno magnetico che in pochi minuti ci ha portato dall’aeroporto al centro città toccando velocità come 301 km/h (ma solo perché la fascia oraria non consentiva di andare più veloce, altrimenti sarebbe potuto arrivare anche a 500 km/h) ma là tutti i treni sono ad alta velocità, quindi mentre andiamo ad una media di 200-250 km/h, vediamo le risaie, le donne col cappello tradizionale che lavorano, lo squallore dei paesini in lontananza che rivediamo, tra l’altro, durante un giro in “barca” nella cosiddetta Venezia orientale: canali fatti di acqua e scarichi delle case che si snodano fino ad arrivare ad uno spazio più ampio che permette alle barche di girare e tornare indietro. Case vecchie, con in vista bagni insieme alla cucina, e ancora, cavi elettrici scoperti a pochi centimetri dall’acqua, uccellini nella gabbie sopra i canali. Ah sì, perché non avendo case spaziose e soprattutto avendole in condomini, di solito, i cani sono quasi inesistenti, anche se alcuni, a guinzaglio (non sulle tavole!!) li abbiamo visti, e allora, come animali domestici, i cinesi hanno gli uccellini nelle gabbie, e la mattina si prendono pure la briga di portarli al parco, nelle loro gabbiette pulite, a fare la giratina mattutina…
“Cina: meraviglioso controsenso” [II Parte]
Verso la scoperta dell’America!!!!
“Cina: meraviglioso controsenso” [I Parte]
Il matrimonio del mio migliore amico (Viaggio al Nord)
Parola d’ordine: ama prima te stesso!
Verso la scoperta dell’America!!!!
“Cina: meraviglioso controsenso” [I Parte]
Vivere per dieci giorni la Cina del 2012 è un’esperienza che non solo va fatta, ma la consiglio a tutti! E’ obbligo dire, d’altronde, che visitare le più importanti città cinesi con un tour organizzato fa sì che la miseria più cupa nell’entroterra sia solo un aneddoto raccontato dalle guide, che le camere degli alberghi siano grandi più o meno quanto il mio bilocale e che i ristoranti siano magnifici.
La Cina è l’apoteosi dei controsensi, primo su tutti, questo stato è una dittatura democratica. E’ come dire “una bellissima giornata di merda”! Inoltre parlano di capitalismo statale (O.o). Guadagnano circa 800 euro il mese ma lavorano 60 ore la settimana compresa la notte; la benzina costa 1.50 euro al litro ma immatricolano (solo a Pechino) 3000 auto il giorno. In 40 metri quadri vivono 5-6 persone, ma viene costruito un piano di un grattacielo in media ogni 20 minuti; sono la potenza mondiale in assoluto la quale ha prestato il 17% del debito pubblico americano, ma si considerano del terzo mondo. (Io qui dissento perché essendo stata in Kenya, non riesco proprio a paragonarle, anche se, personalmente, ritengo che sì, effettivamente, potrebbe essere considerata una nazione in via di sviluppo… Il che è preoccupante! Ma altro controsenso: il traffico delle metropoli è dato al collasso fra circa un anno.)
La bandiera cinese: altro punto interrogativo che ti fa domandare se i cinesi ci siano o ci fanno. La stella centrale rappresenta il partito comunista, le altre quattro più piccole gli operai, i contadini, i militari e o gli intellettuali o i commercianti… I commercianti?? Ma mi sono persa qualcosa per strada dell’idea comunista?!
Infine, tra tutti i colori disponibili nel campionario Pantone, i cinesi quale hanno scelto come colore per la libertà?! Il grigio. Il-grigio.
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Il matrimonio del mio migliore amico (Viaggio al Nord)
Non so perchè, ma ogni volta che prendo l’aereo mi sudano le ascelle come un obeso alle prese con un’ora e mezza di aerobica il giorno di ferragosto a mezzogiorno nel deserto del Sahara. Vorrei poter essere come qualche mio amico che già russa non appena l’aereo si mette in posizione di decollo.
Salgo sull’aereo con una tensione normale, ma non appena seduto una gentile vecchietta dietro di me, annusa l’aria, si rivolge verso l’hostess e dice: “mi scusi signorina, che cos’è questa puzza di benzina?” ed è il quel preciso istante che le mie ascelle squirtano. Perchè questa signora doveva essere seduta proprio dietro di me? Mi asciugo le ascelle con le mani che sono ancora più sudate e via. Atterriamo senza applausi perchè il pilota è arrivato leggermente lungo e perchè un bravo signore aveva dimenticato il cellulare acceso, ma subito mi riprendo quando vedo un passeggero, un tipo nerd, che camminava beato con un leccalecca attaccato nel culo. Molti dei passeggeri camminavano dietro lui tra l’ilarità generale.
Parola d’ordine: ama prima te stesso!
Sofia
Bello???
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Jason Reitman – Figlio di Cineasta minore
Ogni generazione cita un regista o un film preferito, Coppola o Scorsese negli anni 70, Spielberg negli 80, Tarantino, Pulp fiction, Scarface, scent of a woman e cosi via. Chiunque conosce citazioni o anettodi su questi personaggi e lungometraggi ma se chiediamo alla nostra generazione? Esistono registi in grado di salvare hollywood? In grado di regalarci quelle emozioni che solo la pellicola può stuzzicare in noi? Pensate di no? Bene, iniziate a segnare questo nome: Jason Reitman
Figlio del ben più commerciale Ivan Reitman, regista di Ghostbusters, Jason si affaccia, o forse sarebbe più corretto dire, si nasconde, dietro l’occhio della telecamera dal 2005. È riuscito a dirigere dei film personalissimi ma che hanno saputo cattutare l’attenzione di critica e di pubblico. Le sue storie non sono mai commedie eppure si ride di gusto, i suoi finali sono quasi sempre aperti e pure sembrano demarcare un passaggio fondamentale nella vita dei protagonisti.
Ecco i protagonisti, in pochi altri film ne troverete di cosí disfunzionali, frammenti di quel sogno americano distrutto e fuori controllo, non hanno morale ma seguono una rigida giustizia interna, affrontano enormi stravolgimenti e pure raramente sono tristi, si veda lo straordinario George Clooney in Tra le nuvole, in ogni caso comunque sono maschere e riflesso di quella dualità tipicamente umana, come la dolcissima, acuta e ironica Juno, madre teenager che risultà più matura dei tanti adulti del film omonimo. Come non citare l’immenso Nick Nailor, personaggio dal cuore nerissimo, lobbista di una delle più grandi multinazionali del tabacco del quale non solo finirete per tifare ma del quale letteralmente vi rapirà nei primissimi quattro minuti del film Thank you for smoking.
I personaggi che Reitman dirige hanno una potenza e sopratutto uno spessore che vi spiazzerà ma che sopratutto difficilmente troverete in altri film.
Ypsirock Festival
“Peace and love“ recitava lo slogan di uno dei più famosi festival musicali di sempre. Ora immaginatevi nel cuore delle aspre montegna siciliane, alture che sbucano da ogni angolo che le vecchie case concedono al panorama. Questo luogo è famoso per la produzione della biblica manna. È Castelbuono. Tutti sorridono, zaino in spalla, tende da piantare, i sente musica in ogni angolo, C’è pace, c’è amore.
C’è anche il più grande festival internazionale e all’aperto di musica indie: Ypsirock festival. Ogni anno ad agosto le tre giorni hanno presentato al pubblico variegato che inonda il chiostro del castello, sede del livestage, un programma a tout court: dall’eterea elettronica dei caribou, all’indo brit-pop dei kula shaker, fino agli allora sconosciuti Afterhours. È una festa, è un trionfo, è semplicemente uno dei migliori eventi che potete trovare nell’isola. È un progetto cresciuto e curato nel tempo, che non vive solo per tre giorni, anzi, viene scandito da tanti piccoli eventi come il concorso per band emergenti, la campagna per la comunicazione della nuova line up, e cosí via. È l’esempio che anche la Sicilia può essere considerata alla pari di altre realtà, che sa fare marketing e che sa crescere.
Un cartello ammicca verso le direzioni verso altri famosi festival come woodstock, roskilde, l’isola di wight, e non si fa tanta fatica a ritrovarne il cuore in questa manifestazione. La grande zona camping, serve da base per il popolo ypgsino è un luogo fervente di scambi e conoscenze, luogo ideale per rilassarsi e finire l’ultima birra in compagnia di nuovi amici. Dopotutto si sa, i festival non dormono neanche quando i loro ideatori spengono le luci e si preparano per il giorno dopo, i festival hanno un anima propria che vive e respira al ritmo dei suoi ospiti.
Ypsig and love.
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